Fare astrometria con MeStar 1.0

MeStar 1.0 offre la possibilità di effettuare misure astrometriche amatoriale con telescopi capaci di generare file FITS compatibili con ZWO Seestar S50. In questo articolo andremo a scoprire cosa è possibile fare sfruttando le capacità di base offerte da MeStar, riportando alcuni esempi reali basati su immagini acquisite da un cielo suburbano.

(4) Vesta

Vesta è un asteroide della fascia principale, situata tra le orbite di Marte e Giove. Scoperto da Heinrich Wilhelm Olbers nel 1807, ha un diametro medio di circa 525 km ed è il secondo corpo più massiccio della fascia dopo Cerere. Compie un’orbita intorno al Sole in circa 3.63 anni e una rotazione su sé stesso in circa 5 ore e 20 minuti.

La sua superficie rocciosa, caratterizzata da materiali basaltici e grandi crateri da impatto, è stata studiata dalla sonda NASA Dawn tra il 2011 e il 2012. Vesta è anche uno degli asteroidi più luminosi osservabili dalla Terra: nelle condizioni più favorevoli può essere individuato persino a occhio nudo sotto un cielo buio.

Fotografando Vesta a intervalli regolari e utilizzando le stelle di campo come riferimento, è possibile seguirne lo spostamento e confrontare le coordinate misurate con quelle previste dalle effemeridi. Queste osservazioni consentono di verificare la precisione delle misure e, quando raccolte con adeguata accuratezza, possono contribuire al perfezionamento dei parametri orbitali.

La rotazione produce anche piccole variazioni di luminosità, dovute alla forma e alle differenze di riflettività della superficie, che possono essere studiate attraverso la fotometria. Purtroppo nelle nostre misure Vesta è risultato sempre saturo non permettendone l'analisi fotometrica.

Riportiamo le misure astrometriche ottenute con MeStar per l’asteroide Vesta.

Misure astrometriche effettuate con MeStar

Le 240 misure astrometriche di Vesta, raccolte da Varenna il 28 settembre 2026 nell’arco di circa due ore, sono state confrontate con le effemeridi topocentriche di JPL Horizons. Il confronto restituisce uno scarto quadratico medio bidimensionale di circa 0.96 secondi d’arco e uno scostamento medio di circa 0.20 secondi d’arco. La velocità angolare misurata, pari a 0.573 secondi d’arco al minuto, differisce da quella prevista di circa lo 0,3%. Le misure sono preliminari, poiché le immagini presentano saturazione del nucleo dell’asteroide.

(3) Juno

Juno, conosciuto anche come Giunone, fu scoperto il 1° settembre 1804 dall’astronomo Karl Ludwig Harding. È un asteroide roccioso di circa 250 km di diametro, con una forma irregolare e una superficie ricca di silicati. Compie un’orbita intorno al Sole in circa 4.36 anni e ruota su sé stesso in circa 7 ore e 13 minuti.

La sua forma è stata ricostruita combinando immagini ad alta risoluzione, curve di luce e osservazioni di occultazioni stellari, durante le quali l’asteroide passa davanti a una stella nascondendola temporaneamente. Queste tecniche permettono di studiare un corpo che, nelle immagini amatoriali, appare come un semplice punto luminoso. Le osservazioni con MeStar si concentrano sulla misura della sua posizione e sul confronto con il moto previsto, attraverso l’analisi degli scarti tra coordinate osservate e calcolate.

Riportiamo le misure astrometriche e fotometriche ottenute con MeStar per l’asteroide Juno.

Misure astrometriche effettuate con MeStar
Curva di luce di Juno ottenuta con MeStar

Le 140 misure astrometriche di Juno, raccolte da Varenna il 27 settembre 2026, mostrano un accordo con le effemeridi topocentriche di JPL Horizons pari a circa 0.48 secondi d’arco RMS. Durante la sessione l’asteroide si è spostato verso sud-est di circa 24 secondi d’arco, con una velocità angolare media di 0.307 secondi d’arco al minuto. Le misure fotometriche suggeriscono un progressivo aumento di luminosità, dell’ordine di alcuni centesimi di magnitudine. La breve copertura temporale e la bassa altezza sull’orizzonte richiedono tuttavia cautela nell’attribuire interamente questo andamento alla rotazione dell’asteroide.

(9) Metis

Metis, chiamato anche Metide, fu scoperto il 25 aprile 1848 da Andrew Graham presso l’osservatorio di Markree, in Irlanda. Appartiene alla popolazione degli asteroidi rocciosi di tipo S e presenta una forma marcatamente irregolare. Il suo periodo di rotazione è di circa 5 ore e 5 minuti.

La ricostruzione della sua forma ha beneficiato del confronto tra misure fotometriche, immagini ottenute con grandi telescopi e occultazioni stellari. La rotazione modifica il profilo che Metis presenta all’osservatore, producendo variazioni periodiche della luce riflessa. Per le osservazioni con MeStar, l’interesse principale è seguirne la traiettoria apparente durante la sessione. Una sequenza di posizioni permette di misurare sia la direzione sia la velocità angolare dello spostamento sullo sfondo stellato.

Riportiamo le misure astrometriche e fotometriche ottenute con MeStar per l’asteroide Metis.

Misure astrometriche effettuate con MeStar
Curva di luce di Metis ottenuta con MeStar

Le 207 misure astrometriche di Metis, raccolte da Varenna nella notte tra il 14 e il 15 ottobre 2026, mostrano un accordo con le effemeridi topocentriche di JPL Horizons pari a circa 0,72 secondi d’arco RMS. Durante i 78 minuti della sessione, l’asteroide si è spostato verso nord-ovest di circa 11.4 secondi d’arco, con una velocità angolare media di 0.146 secondi d’arco al minuto. Le 168 misure fotometriche suggeriscono un lieve calo di luminosità, dell’ordine di 0.05 magnitudini. La copertura parziale della rotazione e la bassa altezza sull’orizzonte non consentono tuttavia di attribuire con certezza l’intero andamento alla variabilità rotazionale dell’asteroide.

(46) Hestia

Hestia fu scoperto il 16 agosto 1857 da Norman Robert Pogson presso l’osservatorio Radcliffe di Oxford. Ha un diametro di circa 125 km e un periodo di rotazione di circa 21 ore: una durata che richiede osservazioni distribuite su più notti per ricostruirne una curva di luce completa.

Le misure fotometriche pubblicate mostrano variazioni di luminosità contenute, con un’ampiezza di circa 0.12 magnitudini in alcune campagne osservative. La curva presenta minimi ben riconoscibili, separati da massimi ampi e relativamente piatti. Per Hestia, una singola sessione può quindi essere dedicata soprattutto all’astrometria. La precisione delle coordinate misurate dipende dalla qualità delle immagini e dall’esatta registrazione dei tempi di acquisizione, necessaria per associare ogni posizione al corretto istante di osservazione.

Riportiamo le misure astrometriche e fotometriche ottenute con MeStar per l’asteroide Hestia.

Misure astrometriche effettuate con MeStar
Curva di luce di Hestia ottenuta con MeStar

Le 68 misure astrometriche di Hestia, raccolte da Varenna il 15 ottobre 2026 nell’arco di 28 minuti, mostrano un accordo con le effemeridi topocentriche di JPL Horizons pari a circa 0.33 secondi d’arco RMS. Durante la sessione l’asteroide si è spostato verso sud-ovest di circa 16.7 secondi d’arco, con una velocità angolare misurata di 0,596 secondi d’arco al minuto. Le 65 misure fotometriche non evidenziano variazioni significative di luminosità nell’intervallo osservato. La dispersione dei singoli punti è di circa 0,048 magnitudini; la breve durata della sessione copre soltanto una piccola frazione del periodo di rotazione dell’asteroide.

Conclusioni

In questa pagina abbiamo mostrato alcune delle possibilità offerte da MeStar v.1.0.0 per l’astrometria amatoriale. Le osservazioni di Vesta, Juno, Metis e Hestia hanno permesso di misurarne lo spostamento rispetto alle stelle di campo e confrontarne le posizioni con le effemeridi di JPL Horizons.

Attualmente, queste analisi richiedono l’esportazione delle misure in formato CSV e l’utilizzo di software esterno. L’obiettivo delle prossime versioni è integrare il confronto con le effemeridi direttamente nel programma, calcolando gli scarti tra posizioni osservate e previste e aiutando a riconoscere eventuali problemi di saturazione, temporizzazione o insufficiente copertura delle osservazioni.

Sarà inoltre importante associare a ogni posizione una stima dell’incertezza, considerando la determinazione del centro dell’oggetto e la qualità della calibrazione astrometrica. Il supporto a osservazioni distribuite su più notti consentirà di seguire traiettorie più estese e rappresentare l’andamento degli scarti O−C, cioè delle differenze tra le coordinate osservate e quelle calcolate dalle effemeridi.

Cosa state aspettando? Utilizzate i vostri telescopi amatoriali per misurare il movimento degli asteroidi con MeStar v.1.0.0 e visitate periodicamente il sito per scoprire le funzionalità introdotte nelle prossime versioni.

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